Sarakosti – Quaresima greca

“No guarda non mangio carne”.

“Eh sei diventata vegana?”

Questo è più o meno quello che la gente pensa se dici che non mangerai carne per le prossime settimane. In realtà il veganesimo non centra niente. Da ieri è iniziata Sarakostì che sta alla Quaresima cattolica diciamo, in versione ortodossa. La maggior parte delle persone pensa che in Grecia si mangi solo pita gyros, souvlaki, tsatsiki, agnello e feta. Se questo è vero nell’immaginario collettivo, la realtà è diversa ed i vari periodi dell’anno, uniti alle festività religiose fanno variare di molto la dieta quotidiana delle famiglie greche. Ieri era “kathari deftera” (lunedì puro, di purificazione n.d.r) e la tradizione vuole che si festeggi mangiando lagana (vedi post), taramosalata (una salsa fatta con uova di pesce) e si inizierà a mangiare pesce senza sangue (calamari, polipo alla griglia, gamberetti) e una serie di piatti chiamati laderà (oleosi, perchè si utilizza una grande quantità di olio e.v.o per cucinarli) tra cui gemistà – le verdure ripiene di riso – imam bayldi, – melanzane ripiene di cipolla e poodoro cotte al forno – gigantes plaki – fagioli bianchi cotti nel forno con pomodoro e soffritto.

Insomma la cucina greca vive in questo periodo di nisteia (digiuno), un momento in cui il turista o chi è semplicemente curioso di nuovi sapori potrà avvicinarsi a piatti più leggeri, più casalinghi e tradizionali fino ad arrivare alla settimana santa e culminare i festeggiamenti con le uova dipinte di rosso il venerdì santo e magiritsa (una versione simile alla coratella laziale, fatta con interiora di agnello cotte lentamente con spinaci ed erbette e riso) mangiata il sabato santo dopo la Resurrezione.

Nei prossimi post vi racconterò un pò di piatti e tradizioni del periodo pasquale per farvi conoscere una Grecia diversa da quella che conoscete. Per esempio, pochi sapranno che ora i piatti vengono declinati in versione nistisimi, ossia privati di carne e latticini: avremmo perciò la spanakopita )torta rustica di spinaci e feta) che sarà senza feta, torte rustiche alle patate ossia la patatopita ed anche i dolci saranno diversi: si servirà il revanì (da provare nella versione col semolino).

imagesCon l’inizio di Sarakostì, simboleggiata da una figura femminile con 7 piedi (come 7 sono le settimane di digiuno), si segna la fine del carnevale detto apokries. Tutti pensiamo al carnevale di Venezia o a quello di Rio, da non perdere se capitate in Grecia in questo periodo il carnevale di Patrasso, meno

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conosciuto a livello internazionale ma non meno ricco di divertimenti e che richiama ogni anno migliaia di visitatori da tutta la Grecia.14159657137859

Buona sarakostì a tutti!

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