Food trends 2015

Ci ho messo un pò a far partire questo 2015…sembra già che siano passati mesi da quando sono tornata da Parigi. Ancora foto da sistemare, ricette da provare, post da scrivere il tutto in un corri corri generale. Casa, lavoro, Bologna, TU… a volte vorrei avere più energie e giornate più lunghe.
Ho pensato a questo nuovo anno solo dopo che era iniziato. Niente buoni propositi, niente to do list, solo farsi portare lontano dalle passioni, dall’amore e dalle sensazioni.
E voglio mettere il centro due amori: per il cibo, che voglio far diventare il mio pane quotidiano, nel senso di lavoro, di primo ed ultimo pensieri. E poi quella persona speciale che da poco è con me ma che ha già fatto così tanto e che voglio ci sia come ieri, oggi e più di domani.
Quindi in queste riflessioni ho pensato e parlato anche con persone che mi hanno un pò illuminato la via: Sissi che davanti ad un caffè di Milano mi ha fatto capire che è inutile provare a fare un mestiere per cui non hai passione e chissà dove mi porterà, Antonio conosciuto grazie ad un suo libro in cui riassume tutto quello che avrei voluto scrivere e pensare del cibo e tutti gli straordinari incontri che sto facendo nell’ultimo periodo a Milano, positivi e meno. Perchè tutto serve.
Mi sono fermata a fare anche qualche previsione, per cambiare il blog presto, per farlo crescere di contenuti e varietà: non solo ricette, food diplomacy e tante news che riguarderanno Expo ed il cibo a 360°C.
La prima riflessione è che viviamo in un momento di mode alimentari: il sushi, ora hamburger, cucina svedese… e all’estero è lo stesso. Quindi? Quali saranno i nuovi trend per il 2015? Io ne ho pensati 5, pochi direte, sì ma pensati all’Italia. 
1. SUPPER CLUB  – o svolta nella ristorazione: non si cenerà più, o non solo diciamo, al ristorante. Il social dining sarà sempre più presente e non solo come guerrilla restaurant, ma pensiamo a momenti di condivisione in cui host improvvisati  ci apriranno le loro case e faranno spazio all’ospitalità. Cultura italiana del cibo, ospitalità e curiosità tutto intorno ad un tavolo in mezzo a sconosciuti.
http://www.newlyswissed.com
2. CUCINA NORDICA – che sia svedese o meno poco importa: salmone, aneto, panna acida e tanto di più ha da offrire una cucina che di freddo non ha proprio niente ma che anzi, a mio parere, avrà ampi margini di crescita in città come Milano. 
Lo stesso potremmo ipotizzare per la cucina baltica, quella lituana per prima, grazie all’adozione dell’Euro potremmo sentir parlare sempre più di Cepelinai ed altre specialità.
http://www.foodrepubblic.com

3. BRINNER – ovvero l’evoluzione della colazione e del brunch: la colazione alle 20. Pancakes, omelette, bacon serviti alla rovescia. Non alla mattina, non a mezzogiorno ma a tardo pomeriggio sera.
Un’evoluzione della colazione ma anche dell’aperitivo…basta patatine e tartine, via libera ad uova in camicia e pane tostato con marmellate, bagel e pancakes e a ritmi più lenti.
http://www.bettycrocker.com
4.  BURGER – sì ancora loro ma ad una condizione. Sopravviveranno solo coloro che sapranno rinnovarsi e reinventarsi. Basta solita macinata piemontese, ketchup e patatine. Via libera a cipolle caramellate, blue cheese, chips di manioca, anatra confit e pane rigorosamente home made.
Perchè il 2015 sarà l’anno delle materie prime, ed il burger seguirà questo trend.
http://www.traveleastlondon.com
5. BEVANDE – basta caffè di qualità pessima. Expo2015 parlerà anche di caffè ed Illy sarà il partner ufficiale. Quindi miscele originali, pensate per i gusti italiani, ma soprattutto una maggior critica: basta capuccini bruciati, caffè tostato male. Se l’Italia è il paese del caffè non vergogniamoci a mandare indietro un caffè fatto male, alla fin dei conti lo paghiamo mediamente 1€ mica ce lo regalano. Ed una speranza personale: che ordinando un “americano” non vi servano un espresso con acqua calda, ma un vero americano con l’infusore o il filtro, alla francese.
http://www.coffee.wikia.com

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