Riflessioni sul cibo

In questi giorni la voglia di vacanza è tanta…il caldo, le uscite con gli amici e le città che si svuotano.
Ieri dopo tanto tempo sono tornata in centro a Bologna. Mi sembrava di essere stata via anni. 
Dove c’erano i negozi che conoscevo ora vedo megastore della Apple, le librerie hanno cambiato nome, le gelaterie si sono fatte sempre più piccole e sembrano delle boutique.
Un pò è stato bello perchè mi sembrava di tornare a casa e un pò mi ha fatto sentire fuori luogo non riconoscere più la città.
Ma l’occasione per tornarci è stata veramente piacevole e degna di nota. 
Ma non vi anticipo niente, ve ne parlerò meglio nei prossimi giorni, più dettagliatamente e con calma.
Posso dirvi però che ho parlato finalmente con persone che la vedono come me su molti aspetti del cibo, del suo potere di socializzazione e del piacere di condividere con gli altri un buon pasto.
Il fatto che io non sia vegana non ha impedito però, a mio avvis, di avere notevoli punti di incontro e questo per me è il lato più positivo.
Bisogna sempre esporre il proprio punto di vista e cercare punti comuni con gli altri. Ed è un peccato che negli ultimi tempi stiamo diventando sempre meno proponsi allo scambio di opinioni, vedute e semplicemente di contatto umano con gli altri.
Beh dopo questa breve anticipazione di ciò di cui vi parlerò nei prossimi giorni veniamo a noi! La sfida è quella di tornare ad una cucina basica, di tornare a mangiare come una volta. Non che la cucina “moderna” non abbia dei lati positivi e delle preparazioni ottime ma sinceramente la chimica applicata alla cucina me la fa sentire così lontana e se c’è chi loda F. Adrià e la sua cucina molecolare io lodo l’inventiva di mamme e nonne che con pochissimi ingredienti nella dispensa ci hanno sempre fatto trovare il cibo in tavola.
Dovremmo dare meno per scontato tutto. Pensiamo che tutto ci sia dovuto e anche il cibo.
Invece non è così. 
Quindi perchè non tornare davvero alle radici? Ma per davvero, non solo a parole. Torniamo ai piatti della tradizione che affondano nella stagionalità dei raccolti, smettiamola di cercare cibi provenienti dall’altra parte del mondo (poi certo questo non vuol dire non permettersi un mango o un ananas ma magari evitiamo di cercare le pesche a dicembre!).
Torniamo a scambiarci i prodotti, anche sotto forma di baratto! L’ho visto fare in Francia. Io produco pomodori e tu zucchine? Bene. Io ti do una cassa di pomodori e tu una quantità pari di zucchine o altro del tuo raccolto.
Torniamo a fare le cose in casa! Basta pane da 1€/kg portato dall’est europa, compriamo la farina e ci guadagnamo in sapore e anche nel portafoglio.
E le marmellate? Basta con i vasetti tutti uguali, tutti con lo stesso gusto dove la frutta è solo sotto sembianza di polverina mescolata a zucchero! 
Abbiamo un balcone? Bene! Via libera alle erbe aromatiche: rosmarino, mentuccia, timo…oltre ad abellire i balconi delle città pensate che profumo quando aprite le finestre la mattina!
Mangiamo carne? Bene. Siamo pur sempre liberi di farlo. Ma allora perchè mangiarla tutti i giorni, che oltre ad essere dispendioso economicamente è anche molto poco salutare per noi stessi?
Privilegiamo il pesce? Perfetto (io sono tra quelli) ma allora consumiamo il pesce pescato nel Mediterraneo! Sapete dove è la maggior quantità di plastica nel mondo? Proprio negli Oceani! Ci sono vere e proprie isole di plastica, così ribatezzate da biologici e non solo.
Ad aprirmi gli occhi oltre ad una tradizione di famiglia per cui sin da piccola, fatta una breve eccezzione, abbiamo avuto il nostro piccolo orto è stata anche la passione non per la cucina in sè ma per il cibo. E per la qualità del cibo che scegliamo di acquistare e mangiare.
Una delle foto di Y. Arthus-Bertrand
Tante malattie, più o meno gravi, vengono proprio dal modo in cui ci alimentiamo.
Non mangiamo più i legumi perchè qualcuno ha detto che sono calorici e gonfiano la pancia? Ma allora pensiamo sia meglio mangiare tonnellate di mozzarella e pomodori?
Dopo queste mie riflessioni che sottolineo essere del tutto personali, basate su esperienze personali e che non hanno certo la pretesa di insegnare niente a nessuno un ultimo consiglio. Anzi due 🙂

Primo trovo siano meravigliosi i documentari di “La terra vista dal cielo” che sono in continua programmazione sui canali Rai5 del digitale e che hanno fatto parte di una mostra curata dal famoso fotografo francese Yann Arthus-Bertrand. Chiari, affascinanti ma con un potere educativo fortissimo.
E poi il secondo mi è stato suggerito ieri all’incontro con i ragazzi di Cucina Fuorimoda di Bologna ed è un libro intitolato “Alimentazione naturale” di Valdo Vaccaro che mi sono promessa di comprare proprio in questo periodo di vacanza.

Link utili:
http://www.indirizzipreziosi.it/it
http://www.laterravistadalcielo.it/

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